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Branconio
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
La famiglia è originaria del castello di Colle Brinconio (mwegCollebrincioni, 5mwew km a nord dell'mwfaAquila), da cui prende anche il nomecite-ref-famiglia-farinosi-branconi-2-0[2]cite-ref-moretti-131-3-0[3] che partecipò alla fondazione della città, nel mwhqXIII secolo, con l'elezione della mwhgchiesa di San Silvestro nel mwhwQuarto di Santa Mariacite-ref-ciano-13-4-0[4].
Tra i capostipiti della famiglia è Paolo Di Colacite-ref-5[5], che nei primi anni del mwkqQuattrocento fondò fuori città il mwkgconvento di San Giuliano. I Branconio divennero noti nel mwkw1433 quando Ludovica da Branconio — figlia di Paolo e membro, con la sorella Angela e la mwlaBeata Antonia, di un gruppo di terziarie francescane — istituì la prima residenza femminile nei pressi di Sant'Elisabettacite-ref-ciano-13-4-1[4]. Successivamente, sul finire del secolo, Paolo partecipò con altri membri della famiglia, tra cui Pietro, alla realizzazione della mwmqbasilica di San Bernardino.
Il personaggio più influente ed importante nella storia del casato è comunque mwowGiovanni Battista Branconiocite-ref-6[6] (mwqa1473-mwqq1522). Figlio di Marino Branconio ed Elisabetta, nacque all'mwqgAquila ma si trasferì giovanissimo a mwqwRoma per diventare mwraorafocite-ref-giovanni-battista-branconio-7-0[7]. Iniziò a lavorare nella bottega di mwsqGaleotto Franciotti della Rovere, nipote di mwsgpapa Giulio II, per il quale divenne cortigiano e sostenne l'elezione di mwswpapa Leone X nel conclave del mwta1513. Leone X lo nominò consigliere di fiducia, ripagandone i servigi con numerosi possedimenti tra i quali due chiese nei pressi di mwtqPadova ed il porto di mwtgPiacenza sul mwtwPocite-ref-giovanni-battista-branconio-7-1[7]; a questi seguirono nel mwva1517 l'mwvqabbazia di San Clemente a Casauria, nel mwvg1520 la mwvwchiesa di San Biagio d'Amiterno all'mwwaAquila e nel mwwq1521 la mwwgbadia di Santa Maria Assunta a mwwwBominacocite-ref-giovanni-battista-branconio-7-2[7].
L'ascesa economica e sociale gli consentì di frequentare la cerchia dei più importanti artisti del periodo tra cui mwyqRaffaello Sanzio, di cui divenne intimo amico. Al celebre pittore, Giovanni Battista commissionò un dipinto da regalare al padre Marino raffigurante la mwygmwywVisitazione con mwzasant'Elisabetta (in onore della madre) e mwzqMaria incinta. La tela, pagata 300 mwzgscudi, venne inserita in un'apposita cappella all'interno della mwzwchiesa di San Silvestro, da dove fu poi trafugatacite-ref-treccani-1-1[1]; attualmente è esposta al mwbaMuseo del Prado di mwbqMadrid.
Sempre mweqRaffaello progettò per l'amico il fastoso mwegPalazzo Branconio dell'Aquila, realizzato tra il mwew1519 ed il mwfa1522 all'interno del borgo di San Pietro a mwfqRoma e demolito un secolo dopo per consentire la realizzazione del colonnato della mwfgbasilica vaticanacite-ref-treccani-1-2[1]. In virtù del prestigio acquisito si trasferirono nella capitale anche Fabiano Branconio (cugino di Giovanni Battista) ed il mwgwgesuita Francesco Branconiocite-ref-famiglia-farinosi-branconi-roma-8-0[8].
Contemporaneamente, all'Aquila, il massimo esponente del casato diventò Fabrizio Branconio (I) che, nel mwiqXVI secolo, ricoprì per quattro volte la carica di camerlengo cittadinocite-ref-ciano-15-9-0[9]. Fabrizio ebbe due figli, Marcantonio e Giuseppe, con quest'ultimo che tra il mwjg1550 ed il mwjw1560 sposò Giulia Porcinari suggellando così l'unione di due delle più importanti famiglie aquilane dell'epoca e diventando feudatario del castello di mwkaBarete, storico possedimento dei Porcinaricite-ref-ciano-16-10-0[10]. Più tardi, nel mwlq1588, acquistò da Scipione Cappa, per la cifra di 10mwlg 500 mwlwducati, anche il feudo di mwmaBagno che in seguito tornò tra le mani della famiglia Cappacite-ref-11[11].
I due ebbero ben nove figli, tutti maschi, e alla loro morte vennero sepolti insieme nella cappella di famiglia all'interno della mwngchiesa di San Silvestrocite-ref-colapietra-68-12-0[12], ulteriormente impreziosita dalle mwowStorie della Madonna di Giampaolo Donati e dalla mwpaNascita del Battista attribuita a mwpqGiulio Cesare Bedeschinicite-ref-ciano-16-10-1[10].
Figlio di Giuseppe è mwqwGirolamo Branconio (mwra1560 circa, mwrq1629), altro personaggio notevolmente importante della famiglia, che ereditò da mwrgGiovanni Battista Branconio il controllo dell'mwrwabbazia di San Clemente a Casauria, scegliendo di governarla personalmente diventandone abatecite-ref-ciano-17-13-0[13].
Tra gli altri figli di Giuseppe si ricordano Cesare, Orazio, Fabrizio (II) e Muzio. In particolare Cesare Branconio risultò essere molto vicino all'ambiente religioso e nel mwtqXVII secolo sostenne economicamente i conventi dei barnabiti in via dei Giardini e dei cappuccini a San Michele, oltre che l'ordine dei mwtggesuiti aquilanicite-ref-ciano-17-13-1[13] che da questo momento acquisirà notevole importanza nella vita cittadina; Orazio Branconio, già mwuwcavaliere di Malta, contese al castello di mwvaCollebrincioni il possesso delle terre che si estendono tra la mwvqStabbiata e mwvgCampo Imperatorecite-ref-ciano-18-14-0[14]; Fabrizio Branconio (II) partecipò con una cospicua somma alla costruzione della mwwwchiesa di San Filippo in via Cavourcite-ref-ciano-18-14-1[14]; Muzio Branconio, infine, ereditò dal padre la baronia di Barete ma la cedette nel mwya1620 al marchese di mwyqPizzoli e signore di mwygCagnano Fernando De Torres. L'operazione, unita all'acquisto da parte di mwywGirolamo del castello di mwzaBolognano, rende evidente un mutuato interesse della famiglia dai possedimenti della mwzqvalle dell'Aterno a quelli della mwzgVal Pescaracite-ref-ciano-18-14-2[14].
Marco Antonio (o Marcantonio) Branconio, barone di Bolognano sposò l'8 maggio 1637, la nobile aquilana Lucia mw1aBonanni.
Sul finire del mw1gXVII secolo i Branconio — come anche le famiglie patrizie dei mw1wPica e dei Porcinari — scomparirono progressivamente dai seggi del potere cittadino a favore del rampante ceto imprenditorialecite-ref-15[15]. Nel mw3asecolo successivo la famiglia si unì con quella dei Ciampella in virtù del matrimonio tra Caterina Branconio e Giuseppe Ciampella, assumendo così il controllo della chiesa di Sant'Amico.
Blasonatura
La blasonatura principale legata alla famiglia cita uno mw5gstemma troncato: nel 1° d'oro a due palle di rosso, ed una in capo d'azzurro caricata di tre gigli d'oro; nel 2° d'argento al monte di tre cime di verde sostenenti due rami di quercia al naturale, passati in croce di Sant'Andreacite-ref-17[17].
Un secondo stemma — visibile sul portale laterale di mw7aPalazzo Farinosi Branconicite-ref-18[18] — prevede una partitura che aggiunge, agli attributi araldici già citati nel primo stemma, un maiale ritto sormontato da una stella.
Residenze
Il legame tra i Branconio e la mw-gchiesa di San Silvestro è tra i più vistosi esempi di appropriazione familiare dei luoghi di culto in chiave nobiliarecite-ref-19[19], insieme a quello tra gli Alfieri e mw-wSanta Giusta e tra i Rustici e mwaqaSan Marciano. All'interno della chiesa è la cappella Branconio, aperta all'estremità della navata di sinistra per volere di mwaqeGiovanni Battista Branconio alla fine del mwaqiQuattrocento.
La prima residenza della famiglia fu il mwaqqpalazzo Branconio realizzato frontalmente alla chiesa, sul luogo di abitazioni preesistenti, nei primi anni del mwaquCinquecentocite-ref-aa-vv-20-0[20]. Ad esso seguirà il bramantesco mwaqopalazzo Branconio dell'Aquila realizzato tra il mwaqs1519 ed il mwaqw1522 a mwaq0Roma, città nella quale Giovanni Battista si era trasferito per diventare orafo; il progetto del palazzo è di mwaq4Raffaello Sanzio, amicizia capitolina del Branconio e autore anche della mwaq8mwaraVisitazione che dipinse per il padre di Giovanni Battista, Marino. Il palazzo venne poi demolito nel mware1660 per permettere la realizzazione del colonnato di mwaripiazza San Pietro.
Alla seconda metà del Cinquecento risale il mwarqCasino Branconio, fatto realizzare da mwaruGirolamo Branconio nei giardini del palazzo di famigliacite-ref-moretti-195-21-0[21]; il caseggiato, completamente affrescato, fu notevolmente lesionato dai terremoti del mwaro1703 e del mwars1915 venendo poi ricostruito nel mwarw1932 quando la proprietà era già passata alla famiglia Vicentinicite-ref-moretti-195-21-1[21].
Nella prima metà del mwasiSeicento sempre Girolamo Branconio acquistò da Ludovico Organella da Roio i fabbricati posti a lato della chiesa, tra piazza San Silvestro e via Garibaldi, riunificandoli in un nuovo palazzo d'ispirazione manieristacite-ref-moretti-131-3-1[3]. La famiglia Branconio vi si trasferì nel mwasc1639 anche se il palazzo fu ricostruito in più occasioni fino al definitivo del mwasg1753cite-ref-22[22]; un secolo più tardi, nel mwas01874, assunse per Regio Decreto la denominazione di mwas4Palazzo Farinosi Branconicite-ref-aa-vv-20-1[20].
Note
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cite-note-55. ↑ Anche noto, nei secoli seguenti, come Paolo Branconio.
cite-note-66. ↑ Anche noto come Giovambattista Branconio.
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• mwahoTouring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.
Voci correlate
• mwah4Giovanni Battista Branconio
• mwaiaGirolamo Branconio
• mwaiiCasino Branconio all'mwaimAquila
• mwaiuPalazzo Branconio all'Aquila
• mwaicPalazzo Farinosi Branconi all'Aquila
• mwaikPalazzo Branconio dell'Aquila a mwaioRoma